Il termine startup (dall’inglese “inizio”) indica l’avvio di una nuova impresa, con tutto ciò che ne comporta a livello organizzativo e strutturale:
Nella sua definizione originaria, il concetto di startup si riferiva a una tipologia ben precisa di società: quelle che operavano nel settore dell’informatica e della tecnologia più evoluta, in grado di offrire soluzioni assolutamente all’avanguardia.
Oggi non è più così.
Ormai da qualche anno stiamo assistendo alla nascita di startup nei più diversi settori, da quello alimentare a quello dell’abbigliamento. Si tratta di piccole realtà che nascono dai sempre più numerosi neoimprenditori (cosiddetti startupper) che decidono di investire il tutto per tutto per concretizzare la loro idea.
E così, in linea di massima, oggi qualsiasi neo-azienda nei suoi primi due/tre anni di vita viene definita genericamente una startup.
È di opinione contraria Paul Graham, imprenditore seriale e co-fondatore di Y Combinator, società specializzata nel lancio e nel supporto di startup. Secondo il parere del manager, c’è un aspetto imprescindibile che caratterizza in modo inequivocabile questa tipologia di azienda, vale a dire la sua capacità di crescere molto rapidamente:
“Per svilupparsi velocemente è necessario produrre qualcosa che sia possibile vendere a un grande mercato. E proprio qui sta la differenza tra Google e un parrucchiere: un parrucchiere non punta a scalare il mercato, Google invece sì. Per poter crescere veramente tanto e in poco tempo, bisogna saper proporre qualcosa che il mercato vuole e che viene richiesto da un numero molto elevato di persone. E, cosa fondamentale, bisogna essere in grado di raggiungere tutte queste persone e di soddisfare le loro richieste.”
Paul Graham
Mail: falcone@studiorobertofalcone.it